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La storia (e le leggende) dietro l’Arco Antico

Poco fuori Sant’Ilario, sulla strada che da Taneto porta al casello autostradale, sorge una costruzione la cui origine risale a più di sei secoli fa, che ora ospita un agriturismo, ma conserva molte tracce e storie del suo passato.

di Giorgio Spaggiari

Eravamo molto interessati a visitare questa costruzione a cui passiamo spesso davanti quando andiamo al casello di Terre di Canossa e che ci dà il benvenuto tramite l’arco posto sulla via Tonelli a Taneto.

Tullio Rota con il figlio Alessandro

Grazie all’ospitalità dei coniugi Tullio Rota e Sandra Fontani, proprietari della struttura, abbiamo potuto approfondire la conoscenza della storia legata a questo sito, accompagnati anche da Roberto Mantovani e Edo Schillaci che fanno parte del Gruppo Archeologico santilariese impegnato nel portare alla luce le vestigia dell’antica Tannetum a non molta distanza dall’ Arco Antico.

Sandra Fontani

Oggi Arco Antico è un agriturismo ricavato, appunto, nell’edificio storico a cui ci stiamo riferendo e databile a verso la metà del 1400, che grazie alla passione di Tullio e Sandra è stato oggetto di un importante restauro conservativo svolto nel pieno rispetto delle caratteristiche ambientali originarie che, ci dice Sandra, da indagini archeologiche svolte si ritiene risalgano al periodo medioevale per quanto concerne le fondazioni e che hanno permesso, inoltre, di rinvenire un antico pozzo di fattura romana.

 

Numerosi indizi fanno supporre che il piano di calpestio si trovasse a oltre 80cm più in basso rispetto all’odierno (in una delle foto il recupero della pavimentazione esterna) come anche strati sovrapposti di pavimentazioni antiche, seppur povere, e vari resti di vasellame, portano a credere.

Vasellame ritrovato durante i lavori.

La struttura, nel tempo, venne sempre adibita ad abitazione rurale: sicuramente, in una prima fase,  da chi si occupava del fondo su cui si collocava mentre, successivamente, venne donata alla Congregazione “San Filippo Neri”, ente caritatevole di origine parmense, che la utilizzò come corte ospitale.

Colpiscono, nel visitare l’intera costruzione, la meticolosità e l’attenzione al particolare poste nelle scelte architettoniche delle ristrutturazioni e la grande omogeneità tra le parti più antiche e quelle più recenti. Tutto grazie ai coniugi Rota che le hanno personalmente studiate e successivamente ottimamente realizzate senza alcun aiuto da parte di esperti o tecnici esterni.

Fregio che conteneva il quadro con lo stemma della Congregazione “San Filippo Neri”

Ogni antica struttura porta con sé le tracce e i segni della storia trascorsa e, attraverso le foto che accompagnano la nostra narrazione, ve ne diamo immagini che, crediamo, vi risulteranno molto intriganti. E spesso la storia si accompagna alla leggenda. Magari oggi le leggende si chiamano fake news, ma non hanno certo il sapore di storie raccontate al lume di candela che parlano, ad esempio, del classico fantasma che, pare, dicono, si vocifera, abiti tra le vecchie mura dell’Arco Antico (Sandra ci dice che, qualora esistesse, la leggenda afferma che sia un fantasma “buono”). Oppure quell’altra che ci consegna l’esistenza, qui, del pozzo delle lame, che conficcate ai lati e in profondità nel pozzo servivano a “affettare” coloro che vi venivano gettati vivi. Nè manca il classico cunicolo segreto che si vuole mettesse in comunicazione questa casa (si pensa fosse il convento di S. Bernardo) con un fabbricato nelle vicinanze a sua volta convento di suore di Santa Chiara (e qui ci fermiamo per non far procedere oltre la leggenda).

Di recente, come dicevamo, Sandra, Tullio e il figlio Alessandro, che gestiscono anche una attività agricola prevalentemente viticola sul loro podere adiacente alla struttura, hanno adibito a agriturismo questo edificio, ricavando 8 camere per gli ospiti tutte dotate (come dice la pubblicità, e ce ne facciamo volentieri tramite) “di servizi privati con doccia, tv , zanzariere , riscaldamento autonomo e sistema di condizionamento estivo, senza barriere architettoniche, con cucina attrezzata, connessione internet wi-fi).

Salone

L’agriturismo Arco Antico ospiterà anche quest’anno, come quello scorso, le studentesse danesi che parteciperanno alla nuova stagione di scavi archeologici nell’area del Castellazzo di Tannetum (sarà nostra cura, come Gazzettino Santilariese Online, presentarvele quando saranno da noi in estate all’inizio del lavori).

Ci lasciamo alle spalle allora l’Arco Antico, più ricchi di conoscenza della storia degli immediati dintoni di Sant’Ilario, e col darvi appuntamento, a breve, per altre storie che ci parlino dei luoghi a noi vicini, spesso non conosciuti ma sicuramente da riscoprire. A presto.

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