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Inchiesta sui servizi sociali: i circoli PD della Val d’Enza intervengono con un comunicato congiunto

I circoli della Val d’Enza del Partito Democratico intervengono insieme, con una sola voce, in merito all’inchiesta che ha coinvolto i servizi sociali del loro territorio. Pubblichiamo il testo integrale del comunicato:

Esiste in questo territorio un sistema di welfare che copre dall’infanzia all’assistenza domestica della terza età, teso alla piena espressione dell’individuo e alla salvaguardia della sua dignità in un contesto di comunità. La rete di tutele, garanzie, aiuti solidali tessuta nella nostra società ha permesso la coesione sociale che è stata alla base del benessere e dello sviluppo grazie ai quali l’Emilia Romagna è considerata una eccellenza a livello europeo.
In merito al sostegno alla famiglia Esistono indirizzi precisi, linee guida, protocolli, e una infrastruttura integrata tra più servizi che l’Emilia Romagna ha costruito con l’obiettivo di prevenire e superare eventuali momenti critici con il fine ultimo di tutelare soprattutto i componenti più fragili: donne e bambini. 
Il sistema attuale ha funzionato e funziona.
Così è stato riconosciuto dai rappresentanti di Famiglie per l’accoglienza, Aibi, Azione per Famiglie nuove, Comunità Giovanni XXIII e Progetto famiglia «non si metta in dubbio una legge e un’esperienza che ha fatto del bene a tanti bambini e a tante famiglie», dall’AIMMF (Associazione Italiana dei magistrati per i minorenni e per la famiglia) «bisogna apprezzare l’attività svolta dai servizi sociali nel compito istituzionale di protezione e sostegno dell’infanzia e dell’adolescenza e delle famiglie in difficoltà secondo la disciplina in vigore e nel rispetto dei principi costituzionali».
Sosteniamo quindi il lavoro della magistratura perché l’accertamento di eventuali abusi porterà a rimuove dal servizio quanti potrebbero averlo inquinato.
Sia chiaro: se esiste anche un solo bambino allontanato in maniera ingiustificata dalla sua famiglia, quel bambino ha subito un torto che pretendiamo conoscere e recuperare, e gli operatori che dovessero risultare responsabili vanno allontanati e puniti secondo la legge.
Per quanto riguarda Le accuse al sindaco Carletti queste sono accuse di ambito amministrativo.
Ciò va ribadito con forza, non per definire una scala gerarchica di reati (non ci compete), ma per ricordare ancora una volta quanto sia falsa e strumentale la narrazione fatta dai partiti di governo e di destra che non hanno avuto alcuna cura della persona di Andrea Carletti, della sua famiglia, dei bambini e delle loro famiglie naturali ed affidatarie. Per alcune ore si è fomentato un killeraggio mediatico che ha visto Carletti dipinto come un orco, fino a quando lo stesso procuratore capo di Reggio Emilia, Marco Mescolini, si è sentito in dovere di tutelare la persona di Carletti dichiarando che il sindaco «risponde di abuso d’ufficio e falso, e risponde esclusivamente di questo. Nulla ha a che fare la sua persona con i reati peggiori di quell’indagine”. Siamo fiduciosi che saprà chiarire gli addebiti che gli vengono mossi e dimostrare la sua innocenza. Carletti per tutelare la sua posizione e la sua comunità ha deciso, poi, di autosospendersi dal Partito Democratico. Per la speculazione politica e la violenza mediatica subita ad Andrea Carletti va la solidarietà della comunità del PD.
Il Partito Democratico stigmatizza ogni speculazione politica perché semplicemente distoglie dalla questione più importante: accertare la verità a favore di bambini e famiglie e si costituirà parte civile nell’eventuale processo a dimostrazione che sta dalla parte dei bambini, delle famiglie, dei tanti operatori che quotidianamente operano per tutelare i più deboli e per ristabilire l’onorabilità delle comunità ingiustamente additate presso la pubblica opinione. 
Al netto quindi di quanto avviene ed avverrà in sede giudiziaria, riteniamo che alla politica spetta il compito di riflettere sul tema e di intervenire a livello normativo se necessario, ma partendo da una serie di dati e di informazioni oggettive raccolte su tutto il territorio nazionale.
Per questo chiediamo che la Commissione Bicamerale d’inchiesta raccolga dati ed analizzi le tante esperienze a sostegno della famiglia su tutto il territorio nazionale; che ascolti le tante figure professionali (dai pediatri ai magistrati dei tribunali minorili, passando per insegnanti, psicologi, ed assistenti sociali) appartenenti a quella rete integrata deputata, se necessario, ad intervenire. Si valutino eventuali necessità in termini di norme e di risorse e si consegnino al Parlamento le informazioni per intervenire concretamente apportando eventuali migliorie con la ferma intenzione sempre di rafforzare gli strumenti a difesa della famiglia e dei suoi componenti più deboli, per evitare il sordo ed impotente mea culpa che si recita, in genere ogni qual volta le cronache ci consegnano l’evidenza di episodi tragici a danno soprattutto di donne, bambini o persone con disabilità, avvenuti all’interno delle pareti domestiche nella solitudine delle famiglie.
Difatti non si possono dimenticare i dati forniti dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza secondo i quali le famiglie maltrattanti esistono: a subire maltrattamenti in famiglia sono il 9,5% dei bambini italiani e più del 90% degli abusi sessuali. Sono numeri che ci impongono serietà nel dibattito, anche di fronte all’inchiesta ‘Angeli e Demoni’, che ci richiamano all’impegno, che spiegano quanto sia importante avere un impianto pubblico di servizi in grado di intervenire. E ci dicono che non esistono famiglie modello, ma che possono esserci genitori che incontrano difficoltà temporanee e devono essere aiutati, ed alcuni che si relazionano abitualmente ai figli con incuria e violenza. A noi compete tutelare i bambini e aiutare quelle persone non in grado di agire una genitorialità sana affinché possano emanciparsi dalle situazioni di disagio in cui vivono.
Il nostro partito sostiene a testa alta la necessità di una politica per la famiglia e ci confrontiamo a viso aperto nelle sedi istituzionali e nella società con chi invece strumentalizza un’inchiesta per smantellare i presidi costruiti in settanta anni di politiche concrete fatte da asili, sgravi fiscali ai nuclei numerosi, sostegno nel pagamento di affitti, di rette, tariffe scolastiche, di trasporti e ticket sanitari, nonché l’arricchimento dell’offerta formativa e dei progetti scolastici nel sistema di istruzione pubblico.
Tutti interventi portati avanti dai territori anche nei momenti di massima difficoltà finanziaria e che siamo fermamente intenzionati non solo a mantenere ma soprattutto ad arricchire rendendoli sempre più strutturati ed al passo con le evoluzioni della società.

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