POLITICAPRIMO PIANO

Arrivederci Matteo

di Samuele Bertani – Segretario circolo PD Sant’Ilario d’Enza

Caro Matteo, domenica scorsa ti ho ascoltato con curiosità durante l’intervista su Rai 2. Ho trovato il Matteo degli inizi: veloce, incalzante, deciso, infervorante ma… smemorato. Si, smemorato. Perché fra una domanda e l’altra mi sei incappato in un vuoto di memoria con una dichiarazione che mi ha spiazzato e lasciato senza parole: “Perché far nascere il Governo e subito dopo uscire e fondare Italia Viva?” “L’accordo strutturale che il PD e il Movimento 5 stelle stanno facendo, a me non convince.” Matteo, la spina al governo giallo-rosso l’hai attaccata tu. Sei stato il primo fautore delle trattative, ti sei speso per far sì che questa alchimia riuscisse a stare in piedi, sei stato il traghettatore del movimento del Vaffa verso il Partito Democratico. E poi il fatto che si parlino e provino a stare insieme ti sorprende? Cosa pensavi che facessero due alleati di Governo? Ti sconvolge tanto da farti andare via? Nemmeno D’Alema c’era riuscito a farti fare le valigie e adesso ci lasci così? Tu dovresti ricordare meglio di chiunque altro cosa vuol dire stare in un gruppo con anime contrastanti: le idee diverse possono esserci, ma non è su quelle che si deve far leva. Si cercano i punti di contatto e, per un bene superiore (evitare aumento IVA, recessione, evitare aumento del debito pubblico, Europa, immigrazione, ecc.), si convive e si lavora, senza proclami e senza accuse reciproche. Le proposte e le discussioni sui temi possono, anzi, devono essere fatte, ma non sui giornali, sui post o dalle spiagge come ti piace ricordare sempre. Le idee devono essere approfondite e, nel caso, cambiate e rimodulate, ma sempre insieme. Tu lo sai molto meglio di me. Soprattutto non si lavora mai CONTRO qualcuno, ma PER qualcosa. Smettiamola con la retorica del “Salvini brutto e cattivo”, del “Io lo dicevo, ma loro…”, del “Il mio Governo ha fatto…”.  Ora abbiamo un nuovo Governo che prova a gestire una situazione difficile, lavorando su temi che possano fare il bene del Paese e che contemporaneamente siano di largo respiro per un supporto vicendevole per 3 anni (lo dici tu stesso che la Costituzione non è cambiata e che i Governi devono durare 5 anni). Non è una cosa semplice. E di certo uscire sbattendo la porta non aiuta. Fai, disfi, rottami, riformi, governi, fondi e dimentichi. Allora mi permetto di ricordati qualcosa io. È grazie a te che mi sono impegnato in politica in questi anni. Ti ricordi di me e del nostro voto per te alle primarie? Ti ricordi di quante volte ti abbiamo difeso nei comitati, in piazza e nelle sezioni quando eri segretario e quando non lo eri? Ti ricordi i banchetti, le offese e gli scherni che abbiamo sopportato quando sembrava non ti potesse vedere più nemmeno il piadinaro della Festa democratica del più piccolo comune italiano? Ma noi continuavamo a sostenerti. Sempre. E ti ricordi la vittoria delle primarie, la sfida del governo, le riforme? La grande cavalcata verso il referendum? Ricordi lo scegliere sempre te al di là di tutto e di tutti? Il vederti come un grande leader per noi giovani e meno giovani? Purtroppo sembra di no, non ti ricordi di nulla. Non ti ricordi di me, di noi, di tutti quelli che ti hanno sostenuto sempre e da sempre. Non hai chiesto nulla a noi. Non ci hai coinvolto in niente, noi che per te abbiamo messo la faccia, in ogni occasione. Hai fatto fagotto, un bel colpo di spugna e via. Nuovo partito, nuovo simbolo, nuove persone. Ma alla fine si sa, di chi non c’è, si fa a meno. Matteo, forse questo non era il momento giusto (lo dicevi tu stesso: “non faccio come gli altri, io non me ne vado” e io ti credevo), forse era il momento dell’unità, per il Paese, e guarda se non solo per il Paese, egoisticamente, lo era per me. Ma non si lascia la barca nella tempesta. Si sta su, si lotta, si va avanti, insieme. È così che si supera l’ostacolo, è così che si sta in una comunità. Poi, superata la difficoltà e a mente fredda, si può ragionare su una prospettiva diversa. Comunque, se proprio non vuoi ricordarti di me e di tanti giovani che hanno fatto la mia scelta per te, ti chiedo di ricordati questo: Salvini non è sempre in costume. Non è sempre al Papeete e non parla solo a Casa Pound. Si è messo la camicia, parla alla gente spaventata, confusa arrabbiata, che non ti sopporta e, di conseguenza, non sopporta le tue idee. Almeno ora che sei tu a guidare il tuo carro da solo, non affrontarlo su Papeete, cocktail e costume da bagno. Affrontalo sulle proposte che fa e sulle ricadute delle stesse sulla vita di ogni giorno.
Ciao Matte. PD, Italia Viva o qualunque sia il partito o il movimento avrò sempre stima e rispetto assoluto per chi è riuscito a guardare oltre e a farci sognare.
Arrivederci,
Samuele
Segretario PD Santilio

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