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Come convertire la plastica non riciclabile in combustibili

Intervista al neo-laureato con 110 e lode Federico Tancredi Ferrari, che per l’Università di Reggio e Modena sta proseguendo ricerche che potranno essere d’aiuto all’ambiente

(intervista a cura di Fabrizio Ferri)

Innanzitutto complimenti per l’ottimo esito del tuo percorso universitario. Quando è nata la scelta di caratterizzare la tua laurea su un tema che riguarda l’ambiente?

Federico Tancredi Ferrari

Ho deciso di “buttarmi” nel mondo delle tecnologie “green”, se così vogliamo chiamarle, dopo avere seguito alcuni corsi molto interessanti nel percorso della laurea magistrale. Fino a quel momento i miei interessi accademici ricadevano prevalentemente su temi più tradizionali, come la gestione della produzione, logistica ed impianti industriali, argomenti che ho avuto modo di applicare con grande soddisfazione nei quasi 4 anni in cui sono stato responsabile di produzione e logistica in una PMI metalmeccanica della zona, prima del conseguimento della laurea triennale.

Come mai questo la voglia di dedicarti alle tecnologie ambientali?

Giunto il momento di scegliere il tirocinio curricolare necessario al conseguimento della laurea magistrale, mi è stato proposto di seguire un progetto che vedeva coinvolta l’università di Reggio nell’affiancare una start-up del Ravennate nello sviluppo di un impianto di “pirolisi per il trattamento delle plastiche non riciclabili”. Il progetto mi ha incuriosito fin da subito.

La cosa incuriosisce pure noi. Potresti spiegarci meglio in cosa consiste questo progetto?

La pirolisi è una tecnica che permette di convertire materiale solido in carbone e combustibili liquidi e gassosi. È una tecnologia antica, ampiamente sfruttata per trattare materiale legnoso, ma che vanta ancora pochissime applicazioni sulla plastica, che come tutti ben sappiamo è uno dei più pressanti problemi dei giorni nostri. Nel caso specifico, stiamo studiando l’applicazione a plastiche e gomme particolarmente difficili da trattare, come gli pneumatici esausti, ma può essere adattato a qualsiasi plastica non riciclabile, ottenendo a fine processo un olio con caratteristiche molto simili al comune gasolio da trazione ed un gas prevalentemente composto da metano. Il grande vantaggio nell’utilizzo della pirolisi è che ottenendo combustibili liquidi e gassosi, questi possono essere valorizzati a piacimento sfruttando impianti di media-piccola taglia, utilizzabili anche in gruppi elettrogeni con motori a scoppio per la produzione di energia, e lasciando la possibilità di sfruttare anche l’energia termica (cogenerazione) per usi civili o industriali, raddoppiando così il rendimento energetico del processo.

Bene, tutto questo è veramente importante per l’ambiente. Ci sono altri vantaggi nell’utilizzare questa tecnica?

Un altro punto a favore rispetto alla termovalorizzazione è la relativa facilità di trattamento delle emissioni di inquinanti, che possono essere eliminate direttamente dal combustibile prima della combustione, anzichè dai fumi, rendendo il trattamento più economico ed efficace.

Mi pare quindi che oltre all’ambiente possa esserci anche un aspetto di notevole interesse economico. Qualche azienda si è già fatta avanti per capire se l’idea è traducibile in un processo industriale?

Visti i sempre maggiori costi di smaltimento delle plastiche abbiamo già alcune aziende (fuori regione) che si stanno interessando al progetto, per le quali abbiamo fatto alcuni studi di fattibilità che rivelano l’effettiva convenienza anche economica del processo.

Oltre a complimentarmi per la tua scelta ti chiedo infine cosa vedi per il tuo futuro.

Ad oggi, dopo che il mese scorso ho conseguito la laurea magistrale, ho deciso di rimanere all’interno del gruppo di ricerca di Macchine a fluido ed Energetica dell’Università di Reggio, gestito dai professori Massimo Milani e Luca Montorsi, per proseguire le ricerche su questo progetto, che si stanno concentrando sull’effettiva realizzazione di un primo impianto sulla base del prototipo che già abbiamo realizzato, e sullo sviluppo di innovativi sistemi di filtraggio e trattamento dei gas in modo da garantire emissioni in atmosfera davvero ridotte con bassi costi di gestione.

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