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La scomparsa di Anna Mazzali, l’ultima partigiana santilariese

Staffetta sedicenne durante la Resistenza, si era laureata in lingue straniere e aveva insegnato a Sant’Ilario e Milano

Anna Mazzali mostra l’opera ricevuta dall’artista santilariese Mario Rosati lo scorso 25 Aprile

Se n’è andata il 17 maggio scorso Anna Mazzali, l’ultima partigiana santilariese ancora vivente. Avrebbe compiuto 92 anni il mese prossimo. Il 25 aprile l’Amministrazione Comunale e l’Anpi locale avevano consegnato a lei e al marito Liano Fanti un attestato di riconoscimento per la loro attività di resistenti, in occasione del 75° anniversario della Liberazione. È stato per Anna l’ultimo giorno felice: nel salotto di casa ha cantato assieme ai nipoti Bella Ciao, ricordando commossa quella stagione straordinaria di cui era stata protagonista. Anna era figlia di Orlando Mazzali, vice sindaco nel 1920 dell’ultima Amministrazione Comunale socialista abbattuta dal fascismo, poi eletto sindaco della Liberazione nel 1945. Anna era entrata sedicenne nel 1944 nella Resistenza assieme alla sorella maggiore Leda, svolgendo il compito di staffetta e mantenendo i collegamenti tra i gruppi partigiani della pianura. Nel corso della sua attività visse un episodio drammatico che ricordava spesso con amarezza. Assieme ad un’altra giovanissima staffetta, Lidia Greci, fu incaricata di condurre in montagna Elio Manzotti, un santilariese di 22 anni che voleva raggiungere le formazioni partigiane del nostro Appennino. I tre giovani percorsero in un giorno del dicembre 1944 in bicicletta la strada della Val d’Enza ma furono fermati ad un improvvisato posto di blocco tedesco a Ciano d’Enza. Furono per loro momenti di autentica paura. I tedeschi lasciarono passare le due ragazze che dissero di essere dirette a casa di un parente a Bazzano, mentre arrestarono Elio in quanto renitente alla leva, sospettando la sua partecipazione alla Resistenza. Il giovane fu poi fucilato per rappresaglia il 24 dicembre a Vercallo di Casina assieme ad altri giovani catturati dai nazi-fascisti. Dopo la guerra Anna si laureò in lingue straniere e intraprese la carriera dell’insegnamento prima nelle scuole professionali a Sant’Ilario e poi nelle scuole medie a Milano dove si era trasferita assieme al marito. Giornalista nella redazione reggiana dell’Unità, Liano Fanti, dopo i fatti d’Ungheria, era passato alla redazione dell’Avanti milanese e nei decenni successivi era stato autore di alcuni libri, tra cui “Una storia di campagna” sulla vicenda dei fratelli Cervi. Nel 2008 Anna, assieme a Liano, era ritornata a Sant’Ilario dove ha vissuto serenamente questi ultimi anni attorniata dalla sorella e dai nipoti, ricevendo spesso la visita del figlio Aldo e della nuora Laura rimasti a Milano.

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