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Non c’è più tempo

Ora serve rapidità e capacità d'azione per aiutare l'Italia a rialzarsi da questo dramma

(di Vanna Iori, senatrice PD)

Il governo ha gestito bene il lockdown e ha saputo affrontare in modo corretto il primo step della ripartenza, la fase 2. Tuttavia, ora è richiesto uno sforzo aggiuntivo e una maggiore capacità di azione per aiutare l’Italia ha rialzarsi da questo dramma. La crisi, grazie alle misure di protezione sociale, è stata rinviata ma si presenterà in tutta la sua inaudita violenza in autunno. E allora dovremo essere già pronti perché non ci sarà tempo. La premessa, naturalmente, è che il nostro Paese sia in grado di gestire un eventuale recrudescenza dell’epidemia che, ad oggi, nessuno può escludere. Un crollo del Pil di queste dimensioni avrà ripercussioni enormi sulla vita di milioni di persone. Serve una visione ed iniziative concrete che consentano di reggere l’urto di questo secondo tsunami. L’Europa mette a disposizione una quantità davvero significativa di risorse; alcune potrebbero già essere utilizzate, a partire da quelle del MES nella sua versione senza condizionalità. Si tratta di 36 miliardi che potrebbero essere usati immediatamente per il sistema sanitario nazionale e le emergenze legate alla pandemia. Il nostro Paese, dopo i tagli degli ultimi anni, ha l’urgenza di rimettere in sesto la sanità pubblica, anche in previsione di una seconda ondata epidemica. Stesso discorso vale per le risorse del fondo SURE con cui si potrebbe allungare la cassa integrazione: a questo proposito ritengo grave che l’INPS, nonostante lo sforzo immane cui è stata chiamata, non abbia ancora coperto migliaia di lavoratori, costringendo le aziende ad anticipare le risorse. Il presidente Conte dovrebbe dimostrare di volersi occupare anche di questo. Infine, quando si raggiungerà l’accordo sul poderoso Recovery Fund, il governo dovrà già essere pronto con un progetto chiaro ed efficace di riforme, dall’economia verde alla scuola, dalle infrastrutture digitali ai trasporti, dalla semplificazione dei processi burocratici alla modernizzazione di alcuni settori strategici. Perché quei soldi ci servono per tornare a crescere, rendendo sostenibile il nostro debito e per riuscirci dobbiamo fare quei passi che non siamo stati capaci di compiere negli ultimi anni, spesi alla ricerca del consenso con misure popolari da un punto di vista elettorale ma di scarsa produttività se si vuole guardare con maggiore speranza al futuro. Il governo deve dimostrare coraggio e operatività immediata. Bene avvalersi di competenze tecniche e condurre analisi approfondite, ma ora è il momento delle scelte politiche. Questo non è il momento di indugiare, altrimenti il Paese e la sua classe dirigente non saranno in grado di far fronte alle dure criticità dell’autunno. Mi auguro, per questo, che terminata la fase del confronto, si proceda molto rapidamente alla definizione concreta di un piano per punti, che venga sottoposto al Parlamento e rapidamente approvato. Non c’è più tempo.

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