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Campi Estivi a Sant’Ilario: com’è andata?

Il racconto delle esperienze di alcuni giovani santilariesi che li hanno frequentati

(a cura della redazione del Gazzettino Junior)

Come ogni anno a Sant’Ilario si sono organizzati e svolti i campi estivi per ragazzi. Si sono però dovute adottare le precauzioni anti-Covid 19, che hanno cambiato la maggior parte delle organizzazioni precedenti, diminuendo il numero massimo di iscrizioni, aumentando gli educatori e cercando spazi chiusi più ampi da dedicare ai campi estivi vari. In tutti i campi, infatti, erano obbligatorie alcune regole: per evitare la diffusione del covid si sono formati dei gruppi con un numero ristretto di bambini (7), ognuno seguito da un educatore soltanto, che durano per tutta la settimana. All’interno del gruppo si poteva giocare insieme, ma indossando la mascherina e tenendo le distanze, e senza poter giocare con i bambini degli altri gruppi. Portare giochi, libri o altri oggetti era consentito solo per uso personale, quindi senza poterli prestare ai compagni. Ogni bambino ed educatore doveva igienizzarsi spesso le mani. Inoltre, all’entrata si igienizzavano le mani e a ogni bambino veniva misurata la temperatura. I campi estivi sono stati, come gli altri anni, più di uno. I principali sono stati il campo estivo comunale (Estate Ragazzi), il campo estivo organizzato dalla Parrocchia (oratorio estivo – Grest) e le settimane tematiche organizzate dall’associazione culturale Itinere per lo studio delle lingue straniere, la cucina e altro.

Alcuni ragazzi di diverse età ci raccontano i campi estivi dal loro punto di vista:

Arianna Mattioli

ARIANNA MATTIOLI (11 anni) Quest’anno i campi estivi sono stati un po’ diversi. Io ho frequentato il campo estivo del Mavarta spostato alla scuola primaria Collodi. Eravamo divisi in tanti gruppi chiamati con diversi colori. Prima di entrare gli educatori dovevano provare la temperatura. All’interno della struttura bisognava rispettare delle regole: distanziamento e mascherina. Rispetto agli altri anni c’erano più regole ma il divertimento era lo stesso.

Camilla Rossi

CAMILLA ROSSI (9 anni) Anche quest’anno sono andata al campo estivo. Questa esperienza è stata molto bella. E’ stata bella perché: ho conosciuto nuovi amici, ho fatto giochi molto divertenti (dodgeball, schiacciatre, ecc.), ho fatto dei bellissimi lavoretti come l’arco, lo scacciapensieri, disegni con la pasta e con la plastica. Ho conosciuto anche nuove educatrici molto simpatiche. Questa esperienza è stata anche triste perché non ho potuto vedere e giocare con alcuni miei compagni di classe, ma dovevo stare solo con i bimbi del mio gruppo, mentre l’anno scorso si poteva stare tutti insieme liberamente. Invece quest’anno si deve stare divisi a causa del covid-19.

Elisabetta Colli

ELISABETTA COLLI (11 anni) Quest’anno i campi estivi sono stati completamente diversi: per colpa del nuovo virus all’ingresso bisognava igienizzarsi le mani e provare la temperatura corporea. Tenere le distanze era obbligatorio, come indossare la mascherina. Con il proprio gruppo si facevano attività di diverso tipo. Io ho frequentato due campi estivi: l’Estate Ragazzi (Comune) e il Summer English Camp (Itinere). Nel primo si facevano giochi con la palla, attività ricreative e altri giochi (anche all’aperto); nel secondo invece si facevano delle attività di studio per imparare meglio l’inglese o per conoscere la cultura britannica, poi si faceva merenda e un intervallo all’aperto giocando. Il fatto che non si poteva giocare con i propri amici, a meno che fossero nel tuo gruppo, era un po’ triste, ma bisognava adattarsi alle misure anti-covid19. Queste però non ostacolavano il divertimento, anche perché in questo modo si potevano fare nuove amicizie.

Nicole Rossi

NICOLE ROSSI (11 anni) Quest’anno sono andata all’English Camp di Itinere. Era il 4° anno che ci andavo ed erano cambiate alcune cose: dovevamo tenere sempre la mascherina, dovevamo igienizzarci le mani, non potevamo prestarci niente… Ma l’importante era sempre divertirci e imparare! Ho conosciuto 2 nuove educatrici molto simpatiche e altri bambini più o meno della mia età. Durante la pausa andavamo nel cortile che c’era lì dietro: era bello grande con il prato, il pavimento e anche un gazebo in legno per ripararci dal sole! C’era chi giocava con la palla, chi a rincorrersi e chi disegnava coi gessetti! L’anno scorso dovevamo stare sul balcone che, se pur molto grande, non era la stessa cosa! Quindi, tutto sommato, quest’anno è stato meglio degli altri!

Giulia Mosca

GIULIA MOSCA (11 anni) Partendo dal fatto che quest’anno è stato molto difficile a causa di questo maledetto virus, fortunatamente e inaspettatamente (dopo la chiusura della scuola) il servizio estivo dell’oratorio (che frequento da quando avevo 6 anni) è partito! Rispetto agli anni passati ha avuto una durata di meno ore e giorni, ma andare in oratorio per me significa divertimento allo stato puro, perché ho la possibilità di conoscere tanti nuovi amici e di fare tante nuove esperienze! L’oratorio mi aiuta a crescere e a migliorare me stessa!

Leonardo Colli

LEONARDO COLLI (9 anni) I campi estivi quest’anno sono molto diversi dall’anno scorso. Io ho fatto l’English Camp di Itinere e l’Estate Ragazzi. All’Itinere una volta mi hanno fatto vedere delle immagini di insetti e dovevamo indovinare il nome in inglese e ovviamente la maestra parlava in inglese; poi c’era l’intervallo in cui facevamo merenda e giocavamo un po’. Secondo me è stato comunque bello ma preferivo gli altri anni. Anche all’Estate Ragazzi mi sono divertito tanto, perché ho ritrovato dei miei amici che non vedevo da molto tempo per colpa del lockdown.

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