PRIMO PIANOTERRITORIO ECONOMIA E LAVORO

Lavoro ai giovani: la nuova iniziativa europea e il programma “SURE”

Elisabetta Gualmini

(di Elisabetta Gualmini – Parlamentare Europea PD)

In Italia c’è una generazione di giovani che si trova completamente smarrita. Prima la crisi finanziaria e ora la pandemia hanno chiuso le porte del lavoro a tanti giovani italiani. Ora con il Recovery Fund abbiamo una grossa responsabilità nei loro confronti, e dobbiamo creare posti di lavoro e riportare la crescita economica in Italia. Solo grazie allo sviluppo e alla creazione di ricchezza è possibile redistribuire alle fasce di cittadini in difficoltà.

Già da tempo in Europa l’Iniziativa per l’Occupazione Giovanile (IOG) ambisce a garantire che ogni giovane sotto i 25 anni possa studiare o lavorare. Nel tempo i risultati sono stati buoni: 24 milioni di giovani europei che hanno trovato lavoro grazie all’Iniziativa, e la disoccupazione giovanile è scesa dal 24,4% nel 2013 al 14,9% pre-Covid. Ma ci sono alcuni Paesi europei, tra cui l’Italia, che hanno bisogno di una marcia in più su giovani e lavoro. Tanto più dopo la pandemia, in cui sono stati persi molti posti di lavoro a tempo determinato che rappresentano un gradino importante per entrare nel mondo del lavoro. E quindi la Commissione europea ha proposto un pacchetto aggiuntivo per la IOG, che consente l’uso dei fondi per i giovani fino a 29 anni (non più 25) e si focalizza sulla formazione professionale, la promozione di apprendistati e incentivi all’assunzione.

Questa proposta della Commissione è molto positiva, ma possiamo fare di più. Alcune settimane fa abbiamo approvato in Commissione Affari Sociali una risoluzione sul nuovo pacchetto per l’Iniziativa, con cui chiediamo che vengano dati più fondi a questo programma così fondamentale per le giovani generazioni. Il Consiglio europeo di luglio, quello che ha varato il Recovery Fund, ha tagliato l’ammontare minimo di risorse che ogni Paese deve allocare per l’occupazione giovanile. Mi auguro che questo taglio sia solo momentaneo e non sia indice di un cambio di indirizzo da parte dell’UE su giovani e lavoro.

Un ultimo appunto: il governo ha chiesto i fondi di SURE, la garanzia europea contro la disoccupazione. Si tratta di 27,4 miliardi, la somma più grossa di tutte quelle assegnate agli altri Paesi europei. Sarà un aiuto molto importante per tutti coloro, giovani e non, che hanno subito gli effetti della crisi. È la prova che l’Europa del lavoro e della solidarietà esiste, e si farà sentire nei prossimi anni difficili per il nostro Paese.

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