PRIMO PIANOSANT'ILARIO COM'ERA

Il pulmino giallo dell’asilo nido

(di Giusy Morini) – C’era una volta l’Asilo Nido Comunale di Sant’Ilario d’Enza e, per fortuna, c’è ancora: con i suoi bimbi, le educatrici, le ausiliarie, i giochi, le risate. C’era anche il pulmino giallo dell’asilo nido che da diversi anni non c’è più. Il servizio del pulmino dedicato al nido nasce contemporaneamente all’apertura della struttura, agli inizi degli anni ‘70 in primavera si inaugura lo sfavillante e bellissimo asilo nido ed in autunno si attiva il servizio di trasporto da casa all’asilo e ritorno. Il pulmino passava casa in casa a prendere i bambini allora piccolissimi in quanto l’asilo li accoglieva a partire dal terzo mese di nascita fino ai tre anni di età.

Il servizio di trasporto era stato atteso e desiderato da molte famiglie, era un servizio innovativo per quegli anni, vantava seggiolini di diverse dimensioni e di differente disposizione. I riscontri sono stati fin da subito molto positivi, il Paese ne andava fiero, erano anni di boom demografico ed economico e le esigenze ed i bisogni di accogliere i più piccoli erano davvero tante. Anche l’autista, Erio, era molto orgoglioso del suo lavoro, dei bimbi, del rapporto con le educatrici, della collaborazione con altre scuole e con fattorie con le quali talvolta si riusciva ad organizzare una bella uscita didattica con i più grandi.

Gli anni passano ed il pulmino giallo dell’asilo nido diventa una risorsa sempre più apprezzata e l’autista sempre più fiero del suo ruolo e della sua attività che prosegue all’interno della struttura in lavori di piccola manutenzione, giardinaggio, progetti di bricolage con il coinvolgimento di piccoli gruppi. Erio ricorda molto bene quegli anni e ricorda con affetto tutti (o quasi) i bambini che hanno frequentato l’asilo durante il ventennio in cui ha svolto il servizio presso il Comune. Credo che proprio l’affetto, la gentilezza, la cura che mostrava abbiano sempre contraddistinto la sua figura oltre naturalmente all’impegno ed alla dedizione per il suo lavoro.

Ricordo ancora quando si passeggiava con lui in paese e si era avvicinati da mamme con i loro figli o da  ragazzi che lo chiamavano a gran voce, gli facevano grandi feste, volevano chiacchierare, parlare delle attività dell’asilo o semplicemente ricordare insieme gli anni dell’asilo. Il mio papà adorava quei momenti, ci guardava e diceva “quelli sono i miei bambini”; noi figli eravamo un po’ gelosi ma non glielo abbiamo mai detto.

Questo si ripete ancora oggi, dopo tanti anni dal suo pensionamento: molti (tanti dei quali genitori a loro volta) lo salutano con entusiasmo, si fermano a chiacchierare e ad aggiornarsi reciprocamente sui vari sviluppi della vita lavorativa e famigliare.  Oggi l’asilo nido funziona ancora molto bene e il servizio che svolge è di notevole importanza per la nostra comunità: sono cambiate le esigenze, sono cambiati i tempi ma ciò che resta ben saldo è lo spirito con cui si opera in un servizio pubblico, un lavoro di dedizione, di passione e di crescita, insieme grandi e piccoli.

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