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Lettera aperta sulla Cava Spalletti: le parole di due volontari

di Remigio Pellacini e Diego Barbacini

In questi anno di restrizioni, la gente ha trovato sfogo nelle passeggiate: soprattutto in queste bellissime giornate di primavera sono aumentati gli appassionati del “giretto”; così si scoprono posti nuovi, posti mai visitati, spesso vicino a casa. Sono state tante le persone, in questi giorni, che mi hanno scritto o mi hanno detto: ma che posto meraviglioso la cava, non lo conoscevo e non sapevo nemmeno esistesse.

Ci sono però un paio di problemi di fondo non sottovalutabili e molto, molto tristi; tanta gente, tanto sporco e tante persone nel periodo primaverile che non si comporta correttamente, tanto pericolo per gli animali che la occupano. Cercherò quindi di spiegarvi che cosa è la Cava Spalletti, ma soprattutto chi la occupa, visto il periodo molto delicato.

La Cava, è un ex luogo di escavazioni di ghiaia, in seguito convertito in zona di Area di Rispetto e in area agricola, con a fianco una zona di nuove escavazioni.

Cosa è un’Area di Rispetto? Trattasi di una zona ben delimitata, chiusa all’attività venatoria, preposta al recupero, al potenziamento e all’eventuale reintroduzione della piccola selvaggina stanziale, al fine di favorire l’insediamento sul territorio e la ricostituzione di popolazioni selvatiche di queste specie, dove trovano riparo e vita tantissime altre specie animali, tanto da insediarsi stanzialmente, oppure come zona di transito durante le migrazioni, o per la stagione degli amori e delle nascite dei novelli.

La Cava è, innanzitutto, nella sua quasi totalità, sotto il comune di Montecchio, ma per localizzazione è più vicina al centro di Calerno e quindi raggiungibile soprattutto dai Calernesi e dai Santilariesi in pochi minuti e con percorsi pedonali davvero pratici, per le famose camminate.

La Cava è costituita da una parte lacustre con un lago attivo sui 12 mesi, che purtroppo nel periodo estivo si restringe di molto, da una parte di bosco didattico ormai perso per incuria e da una parte agricola.

Anche se non lo è legalmente, la Cava è una vera e propria oasi naturalistica, che non ha nulla da invidiare a quelle della nostra provincia; come tale, la Cava andrebbe rispettata in tutto e per tutto, soprattutto in questo periodo delicato dell’anno dove avvengono accoppiamenti, costruzioni di nidi e tane, ma soprattutto nascite e schiuse di uova.

È vietato passeggiare in Cava? Assolutamente no, dovete godere di questo spettacolo, ma va fatto in modo consono e rispettoso, non come sta succedendo da troppo tempo.

La Cava era stata adibita ad osservatorio naturalistico, quindi luogo perfetto per gli amanti degli animali e agli appassionati di fotografia, tanto che furono costruite delle vere e proprie paratie con apposite sedute, diventate preda di ignoranti, che col tempo le hanno distrutte e bruciate: ne sono rimasti solo gli scheletri.

Durante gli scavi, fu scoperta una Villa di epoca Romana, smontata pezzo per pezzo dalle fondamenta e poi ricostruita a fianco del bosco didattico, all’interno di una recinzione, con a fianco un’area Pic-Nic; ma anche qui, l’ignoranza umana ha preso il sopravvento: sono stati distrutti i tavolini e buttati pezzi all’interno del recinto della Villa, è stata rotta la chiusura del cancello e sono stati tolti pezzi delle fondamenta e lanciati all’esterno. Per quale divertimento?

La tanta gente di questo periodo poi, ha prodotto davvero tanta spazzatura; uno solo è il contenitore per la raccolta, ma pur di non portare a casa il rifiuto prodotto, la gente ha preferito lasciarlo in giro per la zona, con il rischio che il vento lo porti in giro e con il pericolo reale che possa finire negli stomaco dei bovini.

Ci sono poi comportamenti scorretti e molto pericolosi per gli animali: gente che si addentra nel lago e cammina attorno ad esso, quando in questo momento gli uccelli acquatici stanno deponendo sulle rive; pericoloso perché gli animali rischiano di abbandonare la zona, pericoloso perché si rischia inavvertitamente di pestare nidi e uova e di incappare nelle ire degli stessi animali, che difendono il proprio nido; vi sconsiglio di trovarvi davanti ad un Tasso coi cuccioli, sia per voi che per il vostro cane: il bordo del lago è pieno di tane degli stessi Tassi, fate attenzione.

Non è accettabile incontrare ragazzi (ma anche meno giovani) che scorrazzano con moto da enduro e scooter: è pericoloso anche solo per i passanti!

Non corretto anche portare cani liberi e non al guinzaglio: già la legge lo proibisce, figuriamoci in un luogo così sensibile; troppi sono gli animali lasciati liberi di addentrarsi all’interno della rete, con rischi per gli animali del lago, ma anche per i cani stessi.

La Cava negli ultimi anni è stata protagonista del ritorno di animali scomparsi da anni. Arrivano i Gruccioni, uccelli africani coloratissimi, per deporre nelle pareti verticali; sono tornati gli Occhioni dopo almeno 30 anni, anche loro uccelli africani in migrazione.

Tanti sono gli anatidi, i trampolieri e uccelli acquatici che sono stanziali: Aironi, Germano Reale, Mestolone, Alzavola, Folaga, Tuffetto, Beccaccino, Piro Piro, Cavaliere d’Italia, Cormorano, solo per citarne alcuni e che potete vedere nelle splendide foto del mio amico Remigio.

Ci sono poi diverse specie di rapaci: Albanella, Nibbio Bruno, Poiana, Falco di Palude e Gheppi, ai quali vanno aggiunti quelli notturni, Civetta, Gufo Comune, Assiolo e Barbagianni.

Stando in silenzio, si ha poi la fortuna di sentire e vedere il Picchio Verde e il Picchio Rosso Maggiore. Per non parlare poi di tantissime specie di uccelli granivori e insettivori, ai quali vanno aggiunti Fagiano, Quaglia e Pernice Rossa.

Infine, sono frequenti gli avvistamenti di Volpe, Tasso, Istrice, Faina, Donnola, Capriolo, qualche esemplare di Daino, Scoiattolo, Cinghiale, Lepre e Mini Lepre. Nell’ultimo periodo, abbiamo avuto la fortuna di vedere anche un paio di esemplari di Lupo e di Sciacallo Dorato.

Come potete notare, la Cava è un vero e proprio micro habitat, a portata di mano.

Recandoci in questi giorni in Cava per le nostre foto, abbiamo però constatato una netta diminuzione degli animali, quasi certamente a causa dei numerosi comportamenti scorretti già citati.

Così oggi, io e il mio amico maestro di fotografia Remigio Pellacini, abbiamo deciso di armarci di sacchi e guanti e abbiamo pulito l’area Pic-Nic (abbiamo lasciato un sacco nuovo sotto al cestino, in modo che possiate cambiarlo la prossima volta), abbiamo ripulito l’area della Villa Romana dalla roba lanciata nel recinto e abbiamo appeso cartelli per vivere correttamente la Cava.

Lo abbiamo fatto per portare alla luce quanto l’ignoranza umana faccia male alla nostra natura e lo abbiamo fatto perché a qualcuno, la prossima volta, venga in mente di non sporcare e di non lasciare immondizia in giro.

Noi teniamo in maniera smisurata a questo luogo, non possiamo pretendere che tutti lo vivano come noi appassionati e volontari, ma possiamo almeno pretendere che lo godiate in tutta la sua bellezza e in piena sicurezza al di fuori della rete, senza vere e proprie feste, senza lasciare che i bambini non siano controllati; sentitelo vostro e abbiatene rispetto, soprattutto in questo delicatissimo periodo.

Remigio e Diego

 

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Cava Spalletti
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