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Al Piccolo Teatro in Piazza si premia il “dialetto reggiano”

L'appuntamento con il 15° Concorso di Poesia in Dialetto Reggiano è per sabato 16 ottobre alle ore 16

Quale occasione migliore per ricordare le parole delle nostre tradizioni e riascoltare gli ormai desueti ritmi e intonazioni del dialetto reggiano se non quella di questo appuntamento con il “15° Concorso di Poesia in Dialetto Reggiano” al Piccolo Teatro in Piazza di Sant’Ilario sabato 16 ottobre?

Accompagnati dalle canzoni e dai canti de “Il Paese che Canta”, gli autori, premiati e menzionati, ci faranno ascoltare le loro poesie completamente in dialetto, in un incontro che rappresenterà, come sempre, un momento emozionante e di divertimento. Sono quindici anni che questa manifestazione si ripete, sempre con maggior successo e partecipazione, segno che anche nella nostra lingua dialettale si possono trovare ispirazioni ed espressioni artistiche importanti.

Le poesie raccontano storie personali, evocano ricordi, descrivono antichi mestieri e usanze scomparse. Oppure si misurano con il presente e l’attualità commentando fatti e atteggiamenti, spesso con umorismo e levità. E il dialetto si conferma una “lingua” vera e propria con la ricchezza delle sue sfumature e del suo “panorama” concettuale. Nell’edizione di quest’anno sono arrivati 36 componimenti da tutta la provinicia, per un totale di 26 autori partecipanti.

Oltre ai primi tre classificati che si aggiudicheranno una medaglia, verranno premiate le migliori poesie d’amore e di argomento locale e la miglior “sirudela” (componimento tipico della nostra tradizione, assimilabile a una filastrocca). La novità di quest’anno è un riconoscimento speciale per il tema “Pandemia e resilienza”.

Cosa porta un autore a esprimersi in dialetto? I dialetti, non solo il nostro reggiano, testimoniano delle nostre radici, sono la nostra carta di identità popolare, una sorta di DNA che accomuna un gruppo di persone. Per secoli la vita quotidiana si è basata sul dialetto e oggi rappresenta una diversità di radici storiche, di culture popolari ed esperienze umane che non dobbiamo permetterci di perdere. Ecco, dunque, che anche un concorso come qiuello che si svolgerà domani a Sant’Ilario permette di salvaguardare questo patrimonio che ci è comune.

Resta, ad ogni modo, un concorso, dove ci saranno dei premiati anche se non ci saranno “ricchi premi e cotillons”, come si diceva un tempo (per rimanere in tema di tradizione): i primi tre classificati si aggiudicheranno una medaglia e verranno inoltre premiate le migliori poesie d’amore e di argomento locale e la miglior “sirudela” (componimento tipico della nostra tradizione, assimilabile a una filastrocca). La novità di quest’anno è un riconoscimento speciale per il tema “Pandemia e resilienza”. A tutti i partecipanti verrà poi rilasciato l’attestato di partecipazione ufficiale

La giuria è composta dalla ex-responsabile della Biblioteca Comunale Franca Benassi, da Andrea Sistici, animatore del coro, dall’esperto di dialetto Angelo Codeluppi e dall’ex insegnante Nealda Bertozzi.

Il Concorso, organizzato e promosso dall’Associazione “Il Paese che Canta” con il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune, è ormai diventato una importante realtà a livello provinciale.

Ingresso gratuito (con Green Pass). Info e prenotazioni: 3494453448.

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