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Il Comune e le Istituzioni a fianco delle persone fragili con progetti condivisi di inclusione sociale

Un importante strumento di sostegno è passato in TV come una sorta di "collocamento", o peggio di sfruttamento. Una mistificazione politica che colpisce i servizi socio assistenziali.

Eva Coïsson, Capogruppo Sant’Ilario Futura

Le amministrazioni comunali di Sant’Ilario hanno da sempre sostenuto e continueranno a sostenere i progetti di inclusione sociale per persone in difficoltà, utilizzando al meglio tutti gli strumenti normativi esistenti.

Così è stato e così sarà anche per Federica, la santilariese recentemente ospite di una trasmissione di canale 5.

In quel contesto è sembrato quasi che tale progetto di inclusione sociale corrispondesse ad una delle tante (forse troppe) forme di assunzione o, ancora peggio, fosse un lavoro sottopagato.
Nulla di tutto ciò: questo tipo di tirocinio è infatti un’iniziativa di sostegno e orientamento utilissima, finalizzata all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla loro riabilitazione, attraverso un progetto formativo personalizzato gestito direttamente dalle ASL che hanno in cura persone con particolari vulnerabilità e fragilità. In questo progetto l’Ente locale non deve e non può assumere il ruolo di intermediazione di mano d’opera (come se fosse una sorta di ufficio di collocamento), ma solo di struttura ospitante, mettendo a disposizione spazi e un tutor per il tirocinante. La legge regionale che regola questo tipo di sostegno stabilisce l’indennità minima che l’AUSL deve erogare (200 euro mensili per un tirocinio tra le 50 e le 100 ore mensili, come nel caso in esame) e la durata massima (di norma 24 mesi, con la possibilità di proroga o rinnovo, previo parere positivo del Centro di Salute Mentale e con il consenso del tirocinante, come regolarmente avvenuto in questi 10 anni).

Come era suo diritto, la ragazza in questione, nel giugno scorso, aveva deciso di sospendere l’attività di tirocinio che svolgeva presso la scuola, esprimendo il desiderio di essere inserita in altro progetto individuale.

Il Comune quindi aveva preso a cuore la richiesta di Federica e si era già attivato per chiedere all’AUSL di costruire un nuovo progetto, ma prima ancora di andare al secondo appuntamento già programmato con l’assessore competente, sono arrivati servizi televisivi, articoli di giornale e lettere di avvocati.

“A fronte di tale impegno quindi – ha dichiarato il Sindaco Carlo Perucchetti – dispiace constatare che sono state mandate in onda e scritte cose non corrispondenti al vero o quantomeno inesatte, per le quali l’Amministrazione valuta la possibilità di adire a vie legali verso chi vuole far passare per sfruttamento uno strumento concreto di aiuto alle persone più fragili”.

Per fortuna certi strumenti ci sono e non vanno denigrati con campagne strumentali, portate avanti attraverso forzature estreme dei fatti, pur di attaccare l’amministrazione. Attacchi che arrivano anche quando questa non ha alcun ruolo attivo nelle vicende per cui viene messa alla gogna a mezzo stampa, con la sola colpa di essersi messa a disposizione, nei termini previsti dalla legge, per dare una mano ad una famiglia della nostra comunità. Attacchi cavalcati da una opposizione faziosa, su cui la verità non fa presa, che in consiglio si dichiara soddisfatta dei chiarimenti ricevuti sulla vicenda e il giorno dopo grida allo scandalo per quanto accaduto.

Ma una forza di governo deve guardare oltre a queste bassezze e continuare a sostenere una amministrazione che sta al fianco delle persone fragili, altrimenti a rischio reale di marginalità sociale, dando compiutamente e pienamente senso al suo ruolo di soggetto pubblico in grado, nel suo piccolo, di fare giustizia sociale.

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