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Gianmarco Grossi, da Sant’Ilario a campione d’Europa

Il nostro concittadino è stato protagonista della vittoria dell'Italia nella finale del campionato europeo di football americano

(di Massimo Bellei)

Gianmarco Grossi nella finale contro la Svezia (foto di Manuela Pellegrini)

Il 31 ottobre a Malmoe l’Italia dello sport ha fatto ancora festa: la Nazionale di Football Americano si è aggiudicata il titolo Europeo per la terza volta nella sua storia, dopo i successi del 1983 e del 1987. Dopo ben 34 anni lo ha fatto battendo proprio la squadra di casa, la Svezia, in una partita che è stata un vero trionfo, con un risultato trasparente come l’acqua più pura: 41-14 per il Blue Team guidato da coach Davide Giuliano. E noi ne stiamo qui a parlare perché in quella nazionale milita il NOSTRO concittadino santilariese Gianmarco Grossi, classe 1993. L’ho incontrato e ci siamo fatti questa chiacchierata.

Campioni d’Europa dopo più di 30 anni. Cosa hai provato Giamma, cosa stai ancora provando?
Un’emozione molto forte. Io gioco da 5 anni, considerando anche lo stop del covid. Questo è stato un anno incredibile: abbiamo vinto l’Italian Bowl (con la mia squadra di club, i Panthers di Parma) e ora questo Europeo: emozione unica! E’ stato pazzesco.

Non è stata del tutto una sorpresa…
No, il nostro coach ci diceva che da circa 10 anni vedeva un gruppo che stava lavorando per tornare all’apice; io ci sono dentro dal 2018.

E questa finale?
Siamo arrivati motivatissimi, ancor più perché la semifinale è stata vinta a tavolino causa Covid degli avversari, la Francia. Noi volevamo giocare! Ci eravamo allenati e preparati e ne avevamo una voglia enorme. Ma è arrivata la finale, e ce la siamo portata a casa. io sono strafelice, non me lo aspettavo. Dopo la partita siamo subito tornati in Italia e tra qualche weekend festeggeremo.

Un risultato schiacciante, sembra quasi che foste sicuri di vincere, fin dall’inizio.
in tanti ci hanno detto che una nazionale così difficilmente sarà replicabile.  Senza dubbio eravamo molto forti, ma abbiamo davvero sbagliato poco e attaccato molto bene; anche la difesa ha difeso benissimo. Abbiamo concesso quei 14 punti perché tutti quanti sbagliano, ma l’abbiamo portata a casa in maniera egregia. Partita super emozionante, ci siamo divertiti tantissimo e abbiamo dato tutto quanto tutti quanti.

Come giudichi la tua partita?
Alla fine penso sempre alla mia prestazione sportiva: sento di aver fatto una delle mie migliori partite da quando gioco. Avevamo una Nazione sulle spalle e lo abbiamo sentito. Quest’anno, che stavamo vincendo qualsiasi cosa, noi volevamo contribuire. Io penso di aver fatto il mio.

Dicevi che giochi da 5 anni, nei Panthers…
Sì, prima giocavo a basket, sono stato portato nel mondo del football dal mio amico Matteo Reverberi, anche lui di Sant’Ilario. Eravamo ben 12 Panthers in questa nazionale. Nello stesso anno doppia Coppa, doppia medaglia e doppio anello. Magnifico!

Cos’è il football americano, Gianmarco?
Si pensa a uno sport violento, vorrei far sapere invece che è fatto di persone intelligenti e mature, ed è un mondo molto bello. Vorrei invitare ad avvicinarsi. E’ un movimento di gente pronta a sacrificarsi per te, per la squadra e in questo caso per la Nazione. Siamo tutte persone che lavorano, che fanno sacrifici per partecipare agli allenamenti, ai raduni e alle varie partite.

Una dedica particolare?
Desidero fare un ringraziamento a Rossella La Porta, la mia fidanzata. Stiamo insieme da poco, un annetto, ma mi ha fatto crescere molto mentalmente e umanamente e questo ha inciso nel mio modo di vivere, di comportarmi, e quindi anche nel rendimento nello sport. Il mio ringraziamento speciale è per lei.

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