POLITICAPRIMO PIANO

Approvato il piano sulla violenza di genere in consiglio regionale

Il finanziamento statale stanziato per il piano ammonta a 2,6 milioni di euro per quest’anno, più altri 2,1 milioni di risorse regionali per il biennio

(di Martina Mugnaini)

Lo scorso 15 novembre, presso il Municipio di Cavriago, alla presenza della sindaca Francesca Bedogni e di numerosi assessori e rappresentanti di altri Comuni reggiani, si è tenuto un incontro di particolare importanza per quanto riguarda un tema altamente attuale: quello della violenza sulle donne. «Da inizio anno ci sono stati più di cento femminicidi, di cui oltre metà per mano dei propri mariti e compagni – ricorda la Sindaca – purtroppo, questi atti accadono in tutte le zone geografiche, spesso a causa di un substrato culturale radicato all’interno della società stessa. Quindi, c’è ancora bisogno di tanto impegno, bisogna lavorare su tutti i fronti». La riunione, organizzata in prossimità della giornata mondiale contro la violenza sulle donne (25 novembre) ha visto anche la partecipazione della consigliera regionale Roberta Mori, la quale è stata invitata per parlare del piano sulla violenza di genere e per illustrare i contenuti del documento, approvato il 13 ottobre dall’assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna.
Già nel 2014 la Regione si era dotata di una Legge Quadro: tuttavia, a causa del tema ancora drammaticamente attuale della violenza sulle donne, la legge è stata di recente modificata attraverso undici nuovi emendamenti. Durante l’evento la Mori ha presentato alcuni degli elementi centrali del nuovo piano, in primis il rafforzamento dell’Osservatorio Regionale sulla violenza, costituito da un elenco minuzioso di tutti gli attori coinvolti nella prevenzione degli atti di violenza (forze dell’ordine, scuole, Comuni ecc.). Con questi nuovi emendamenti, inoltre, si mira a prevenire anche la nascita di cliché e stereotipi, soprattutto all’interno di determinate comunità che altrimenti resterebbero isolate. Tramite l’uso di mappe operative tecniche, la Regione riesce quindi a tracciare eventuali atti di violenza, anche grazie alla forte collaborazione tra i vari Comuni e territori. Il finanziamento statale stanziato per il piano ammonta a 2,6 milioni di euro per quest’anno, più altri 2,1 milioni di finanziamenti regionali per il biennio. Tuttavia, la resistenza culturale deve essere combattuta anche alla base: è per questa ragione che sono previste sia iniziative all’interno del mondo della formazione, coinvolgendo le scuole e gli studenti, sia una serie di servizi pubblici per la rieducazione degli autori di violenza (attraverso, per esempio, percorsi con gli psicologi). Il piano, vario ed eterogeneo, va quindi ad aggiungersi a tutte quelle iniziative che mirano a combattere le disuguaglianze, gli abusi e le forme di violenza di genere.

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