PRIMO PIANOSANITÁ

Il libro di Michele Poletti, psicologo, sul delicato tema della schizofrenia giovanile

Come riconoscere, nell’età infantile e adolescenziale, i primi segnali di questo grave disturbo mentale? Quando è possibile definire un intervento realmente precoce? Qual è la diffusione tra i ragazzi di questo fenomeno? Ne parliamo con l’autore.

(intervista a cura di Giorgio Spaggiari)

A marzo scorso è stato pubblicato un libro di  Michele Poletti, figlio del nostro mai dimenticato Mauro,  che seguendo le orme del padre, autore de “La Frontiera padana” (libro di divulgazione storica di cui abbiamo parlato più volte sul Gazzettino) ha dato a sua volta alle stampe, per l’editore Giovanni Fioriti, un corposo libro incentrato sulle proprie esperienze professionali che, pur essendo rivolto agli specialisti del settore, tratta comunque di un tema molto importante e delicato. Michele è, infatti, uno psicologo psicoterapeuta, specializzato in neuropsicologia dello sviluppo, dirigente psicologo presso l’Unità di Neuropsichiatria dell’Infanzia e Adolescenza dell’Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia. Già il titolo del libro, “Prima della schizofrenia. La vulnerabilità schizofrenica in età evolutiva: esperienze, fenotipi, traiettorie”, dà una prima indicazione dell’argomento di cui tratta e di quel fenomeno (o malattia) che si chiama schizofrenia che Michele ha studiato in relazione alla fase premorbosa e alle progressive tappe precliniche di avvicinamento all’esordio schizofrenico attraverso l’infanzia e l’adolescenza, cioè nei primi 10-15 anni di vita, quell’età particolare di passaggio esistenziale che, in generale, deve vedere grande attenzione da parte di tutti gli adulti di riferimento nei differenti contesti di vita.

Il libro è stato presentato il 22 marzo in una “cornice” di grande rilievo (vedi locandina qui pubblicata), presso l’Università La Sapienza di Roma, dove Michele ha tenuto una “lectio magistralis” alla presenza di eminenti studiosi delle neuroscienze.

La locandina dell’incontro svolto a Roma per la presentazione ufficiale del libro

A Michele abbiamo rivolto alcune domande per aiutarci a capire meglio l’argomento della sua ricerca e del suo libro, ovviamente pregandolo di utilizzare un linguaggio che sia accessibile a noi profani della materia.

Quanto tempo ti ha richiesto la stesura del libro?

L’approfondimento del tema del libro ha richiesto diversi anni di formazioni, letture ed esperienza professionale. Nel mio ruolo di psicologo psicoterapeuta presso l’Azienda USL di Reggio Emilia da qualche anno mi occupo infatti anche di queste problematiche. La prima stesura del libro ha richiesto parecchio tempo, almeno due anni, a questa sono seguite varie riletture e revisioni, soprattutto dopo le indicazioni dell’Editore Giovanni Fioriti, che ha creduto nelle potenzialità del lavoro.

Schizofrenia: in breve cosa significa? Quali fenomeni comporta nei ragazzi affetti?

In realtà sembrerà paradossale, ma a più di cento anni dall’introduzione del termine si continua a dibattere nella comunità scientifica sulla sua definizione. Comunemente per schizofrenia si intende un disturbo mentale caratterizzato da due fenomeni principali: una perdita di spinta, piacere e interesse verso le attività della vita quotidiana, e una progressiva perdita della capacità di distinguere tra ciò che succede nella realtà esterna e ciò che è invece frutto dell’attività mentale della persona, fino ad arrivare a sintomi psicotici quali le allucinazioni e i deliri. Non è però un disturbo che compare in poco tempo, ma nella maggior parte dei casi è il risultato di una progressiva accentuazione dei fenomeni che raccontavo prima, lungo un percorso che dura solitamente vari anni, iniziando nell’adolescenza e arrivando al suo culmine nella giovane età adulta, solitamente prima dei 25 anni. Proprio per la sua lunga “preparazione”, se ne possono intercettare i segnali prima che si arrivi alla schizofrenia vera e propria, cercando di intervenire per evitare o rallentare il più possibile il decorso della malattia e aiutare i giovani a mantenere un buon funzionamento. Infatti, proprio in questa fase di vita si giocano molte delle tappe (il diploma, la patente, il lavoro, le relazioni amicali e affettive coi coetanei, i primi viaggi da soli) su cui si basa il futuro del giovane adulto.

Si hanno statistiche sul fenomeno, su quanti ragazzi ne sono colpiti?

Michele Poletti

Sì, sono disponibili numerose statistiche sul fenomeno, che è presente tanto nei paesi e nelle aree più industrializzate quanto nei paesi in via di sviluppo e nelle zone rurali, senza distinzione di classe sociale. Si stima che nella popolazione generale tra lo 0,4 e lo 0,7% presenti questo disturbo: sembra un numero basso, ma significa 4-7 individui ogni 1000, ovvero tra le 2000 e le 3600 persone nella sola provincia di Reggio Emilia. Se poi si allarga il dato a chi presenta una vulnerabilità ma non arriva alla forma del disturbo manifesta, il dato aumenta notevolmente.

Quali obiettivi ti eri proposto con questo libro?

Come hai giustamente specificato nell’introduzione, il libro è rivolto a un pubblico specialistico, a chi lavora nel campo (es. medici, psicologi, tecnici della riabilitazione, educatori). L’obiettivo del lavoro era quello di sistematizzare le conoscenze sul tema, concentrandosi appunto su cosa succede nei bambini e negli adolescenti che presentano il rischio di sviluppare schizofrenia da più grandi: quali esperienze hanno, quali sono i segnali a cui prestare attenzione, come riconoscerli. Purtroppo, anche a fronte della complessità di questi quadri clinici, molti casi non vengono riconosciuti o intercettati per tempo, impedendo di intervenire nelle fasi più precoci, quando gli interventi hanno maggiori probabilità di efficacia rispetto a fasi successive.

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