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Alla scoperta di sé, attraverso il territorio

Riparte il progetto "Abita il tuo territorio" arrivato quest’anno alla sua terza edizione. Studenti, amministrazione, Istituto scolastico di Sant’Ilario, Servizio Sociale e associazioni, uniti nell’organizzazione.

325 studenti, assessorato all’ambiente, Istituto Comprensivo scolastico, Servizio Sociale Territoriale, una decina di associazioni e tanti volontari ed esperti del territorio. Sono questi gli attori principali del progetto “Abita il tuo territorio”, che riparte per la sua terza edizione.
Gli studenti coinvolti sono quelli della Scuola secondaria di I grado dell’Istituto comprensivo di Sant’Ilario d’Enza in sinergia con l’Assessorato all’ambiente del Comune e il Servizio Sociale Val d’Enza, in collaborazione con Gruppo Storico Archeologico della Val d’Enza, Circolo Fotografico Tannetum, Associazione Nazionale Carabinieri sezione di Sant’Ilario, Arci Poletti, l’Aggregazione O.D.V., consorzio Canale Sant’Eulalia, ANPI sezione Sant’Ilario d’Enza, CAI Sant’Ilario d’Enza e cittadini volontari abitanti e conoscitori del nostro paese.

Obiettivo del progetto è la cura civica e ambientale con particolare attenzione alle relazioni, alla socializzazione e alla scoperta del territorio. Novità importante della III edizione è l’inserimento del progetto nei “moduli orientativi” come indicato nelle Linee guida del Ministero dell’Istruzione. “L’attività didattica in ottica orientativa sarà organizzata a partire dalle esperienze degli studenti e sarà finalizzata a stimolare negli alunni la fiducia, l’autostima, le motivazioni, il riconoscimento dei talenti e delle attitudini, favorendo anche il superamento delle difficoltà presenti nel processo di apprendimento, in vista della costruzione in itinere del personale progetto di vita culturale e professionale degli alunni stessi – così scrive la Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Sant’Ilario Raffaella Savino, che prosegue – Considerato il nostro particolare contesto, che si caratterizza per una proficua collaborazione con il territorio, si è deliberato di inserire nell’attività dei moduli orientativi anche la collaborazione della scuola con gli enti del terzo settore, al fine di valorizzare l’orientamento come processo condiviso, reticolare, co-progettato con il territorio e con le agenzie formative dei successivi gradi di istruzione e formazione”.

“Si tratta di un progetto di comunità a tutto tondo – spiega Annalisa Valdesalici del Servizio Sociale Territoriale – che vede collaborare in diverse fasi istituzioni pubbliche e privati cittadini, giovani studenti e persone più ‘esperte’ di vita, cittadini di varie provenienze tutti focalizzati a trasmettere il proprio attaccamento al luogo in cui vivono. Il legame col territorio di Sant’Ilario e Calerno che adulti e giovani adulti hanno raccontato, nelle edizioni precedenti e in quella di quest’anno, è un ingrediente base per la coesione del paese e la cura del bene comune. Il Servizio Sociale è partner del progetto e ne riconosce il valore come progetto di comunità per la comunità, dove i cittadini si trasformano in testimonial, dove i volontari diventano guide turistiche speciali, dove gli studenti si muovono con l’atteggiamento dei novelli esploratori”.
“Ho appreso con grande soddisfazione – dichiara Fabrizio Ferri, assessore all’ambiente – la notizia dell’inserimento di questo progetto nei ‘moduli orientativi’ dell’Istituto Comprensivo di Sant’Ilario. E’ un riconoscimento ufficiale da parte della scuola che ne va a certificare l’importanza dal punto di vista educativo, gratificando così l’impegno sostenuto in questi anni da tutti i soggetti, associazioni del territorio e privati cittadini, che si sono resi disponibili e si sono spesi per la sua buona riuscita. Questo progetto e la sua validità si inserisce poi in un percorso fatto in questi anni dai Comuni della Val d’Enza per la conoscenza e la valorizzazione del territorio, partendo proprio dalle nuove generazioni che pur essendo connesse con realtà di altre parti del pianeta talvolta non conoscono ciò che le circonda. La creazione del logo ‘I Borghi di Matilde’, l’iscrizione al Registro nazionale dei paesaggi rurali storici delle ‘praterie e dei canali irrigui della Val d’Enza’ e tante iniziative svolte localmente in collaborazione con gli altri Comuni – conclude Ferri – sono la testimonianza tangibile dell’operato svolto delle amministrazioni in tal senso”.

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