STORIA

DAGLI SCAVI DI TANETO EMERGE LA NOSTRA STORIA

Diversi reperti di grande interesse sono stati raccolti in una delle torri del Castellazzo mentre è stata individuata una strada romana che potrebbe far parte dell’antica Tannetum

Pedina da scacchi antenata della nostra “regina”, trovata nella torre del Castello (risalente verosimilmente al
X secolo d.C.)

È terminata la terza campagna di scavi archeologici tra Taneto e Sant’Ilario che ha dato anche quest’anno ottimi risultati. Tra il 20 agosto e il 7 settembre un gruppo di giovani ricercatori dell’Università Sapienza di Roma e della Syddansk Universitet di Odense (Danimarca), sotto la guida dell’archeologo reggiano Paolo Storchi, ha continuato a scavare nei siti già esplorati nelle due precedenti campagne del 2016 e 2017 e in nuove aree.Tante le persone che si sono recate nei luoghi interessati alla campagna per assistere al lavoro condotto sul campo durante le quasi tre settimane in cui i cantieri sono rimasti aperti.

Hanno destato emozione in particolare  i rinvenimenti nella torre del Castellazzo, un castello medievale situato nella campagna a nord-ovest dell’abitato di Taneto, già portata alla luce lo scorso anno. Scavando in profondità all’interno del perimetro della torre, costituito da sassi ben squadrati, «sono stati recuperati reperti – racconta Paolo Storchi – riferibili alla vita quotidiana, come frammenti di vasi o perline per collane, una moneta d’argento che, come una rinvenuta lo scorso anno, si data al regno di Ottone III (Imperatore del Sacro Romano Impero dal 996 al 1002 d.C.) e armi (una punta di freccia, un puntale di lancia, un elemento in osso per balestra), come prevedibile in una struttura militare. Di eccezionale interesse il rinvenimento di 7 pedine da gioco raffinatamente lavorate, in avorio o corno, sostanzialmente integre, molte delle quali possono essere ricondotte al gioco degli scacchi che fece il suo ingresso in Europa solo nel IX secolo attraverso la mediazione dei mercanti arabi. Gli studi sono solo agli inizi: si potrebbe trattare di uno dei ritrovamenti di tale tipologia più antichi e

Una fase degli scavi nella torre del castelloabbondanti numericamente avvenuti in Italia fino ad oggi».

Sono proseguiti gli scavi anche nel sito vicino al cavalcaferrovia  adiacente all’ex-stabilimento della Superbox in cui si ipotizza sorgesse un villaggio celtico in quanto, afferma Storchi, «è stato rinvenuto già nel 2016 un campo che presentava abbondante materiale ceramico e una fibula databile alla tarda età del ferro e riconducibile a cultura Celto-Ligure. Gli scavi hanno attestato il danno causato da secoli di arature e lavori agricoli che hanno sconvolto le stratificazioni lasciando solo sottofondazioni di strutture in materiale deperibile».

Terza area interessata agli scavi è stata quella tra la ferrovia e la via Emilia bis sulla quale si avevano notizie del rinvenimento in passato di ciottolati stradali romani. «Lo scavo di quest’anno – spiega Storchi – ha rivelato una strada romana finora sconosciuta che corre in direzione nord- sud. Risulta larga oltre 4 metri e reca il segno del passaggio dei carri; è inoltre pavimentata con ciottoli fluviali disposti con cura, cosa che, nell’antica via Aemilia ma anche in tutta la Cisalpina, è tipica solo delle strade urbane oppure dei tratti immediatamente fuori dalle città. Un ritrovamento importante perché ci fornisce la certezza di essere nell’immediata prossimità di Tannetum, se non all’interno della città. Solo i prossimi anni di ricerca potranno fornire ulteriori dati».

Pedina circolare decorata con un fiore trovata nella torre del Castello (risalente verosimilmente al X secolo d.C.)

Tutti questi ritrovamenti ci danno un’idea di quanto sia lunga e complessa la storia delle nostre terre. Il villaggio celtico che si può presumere risalga al quarto e al terzo secolo avanti Cristo, precede di oltre mille anni il castello alto-medievale, databile intorno all’800 – 900 dopo Cristo: la stessa distanza temporale che intercorre tra il castello e i nostri giorni. Con questa terza campagna di scavi siamo comunque ben lontani dall’aver esplorato in profondità tutti i luoghi di interesse archeologico che sono stati individuati in questi anni. È quindi molto importante continuare a scavare per ricostruire altri tasselli della nostra storia. Per farlo occorrono risorse per finanziare ulteriori campagne di scavi il prossimo anno e negli anni seguenti. Dove reperire queste risorse? Occorre un impegno delle nostre comunità, dalle aziende alle associazioni locali, ai singoli cittadini, assieme alle amministrazioni comunali, per raccogliere i fondi necessari attraverso le più svariate iniziative, attribuendo alla riscoperta del nostro passato tutto il valore che merita. (Mauro Poletti)

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