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Quando suona la banda

Il 25 aprile, la banda musicale, la gente in festa: un ricordo personale che riaffiora forte quando la musica risuona per le strade del paese

(di Giusy Morini)

Lo sai nonna che il 25 aprile c’era anche la banda che suonava? Lo so avresti voluto esserci: tu adoravi le canzoni così come sono espresse nella loro coralità dalla banda musicale. Per te questa era la vera musica! Ed ora ogni volta che sento suonare la banda il tuo ricordo cara nonna riaffiora con emozioni molto forti: emergono vispi nella memoria i tanti momenti lieti, gioiosi, spensierati, buffi trascorsi con te, le intere giornate in giro per il “paese”, le serate in cui mi trattenevo con te ed i tuoi racconti. Ogni volta la storia assumeva contorni differenti, non so se lo facesse appositamente, ma per me era meglio di un romanzo giallo. Vi era sempre una sorpresa sul finale. Mi ricordo cara nonna quando studiavo in camera mia e aprendo le finestre ti ritrovavo lì sotto ad ascoltare; tu eri sempre lì, facevi finta di passare per caso sotto la mia finestra, lo sapevamo bene tutte e due, ma ci stupivamo tutte le volte ed io ti chiedevo sempre “ma nonna cosa fai?” e tu ridendo mi dicevi che passavi di lì e mi hai sentito parlare, perciò ti sei fermata ad ascoltare. Era così bello vederti a testa in su e sorridermi. Lo so che eri molto orgogliosa di vedermi e sentirmi studiare, lo so avresti voluto farlo anche tu, ma le tue condizioni erano alquanto differenti… la vita con te è stata molto dura, lo raccontavi sempre: sei rimasta vedova a 24 anni con un bimbo piccolo e tuo marito è partito per il fronte non sapendo che sarebbe diventato padre e non è più tornato. Tu sei stata una mamma e una donna forte: hai cresciuto da sola tuo figlio, non ti sei mai voluta risposare, nonostante le proposte non fossero mancate, hai voluto dedicare la vita a tuo figlio affinché crescesse sereno e protetto. Tu pensavi, lo hai sempre raccontato, che un altro uomo non avrebbe potuto amare un figlio che non era suo. Poi sei sempre stata accanto a noi nipoti, hai contribuito alla nostra crescita, ci hai amato in modo speciale e unico. Chi non ti conosceva bene ti poteva descrivere come una persona dura e rigida, in realtà il tuo carattere tenace, determinato e deciso è stato ciò che ti ha aiutato a sopportare tutto il dolore che la vita ti ha riservato. Ricordo ancora quando mi sono fidanzata con Marco: per te è stato un colpo! Per la semplice ragione che Marco era uno straniero (dal tuo punto di vista) nel senso che non era originario di San’Ilario. “Davvero non è di S.Ilario?“ mi dicevi scandalizzata. “Mah io non capisco, con tanti bei ragazzi che ci sono qui in paese…”, “ma nonna è di Cavriago, sono pochi chilometri…” che bella storia… Poi lo hai conosciuto ed è stato amore a prima vista, perché tu avevi la grande capacità di amare le persone e di capire la loro natura al primo sguardo, alla prima parola. Per la nonna Rosina il mondo si fermava a S.Ilario, tutto il resto non contava. Così passano gli anni e tu cominci con i primi acciacchi, e così inizi a pensare a quando non sarai più con noi. Come sempre organizzi tutto per bene e ovviamente fornisci idonee disposizioni anche per il tuo funerale… sei ancora una volta tassativa: al tuo funerale dovrà esserci la BANDA che dovrà suonare forte ma proprio forte! Così è stato. Ora quando suona la banda penso che suoni per te, ti piaceva così tanto… sono certa che tu lassù la stia ascoltando ancora.

Giusy Morini

 

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