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Quanto è bella la vita

(di Veronica Tribelli)

Mi manca prendere il mio autobus delle 6:33 tutte le mattine, mi manca la scuola. Mi mancano le interrogazioni e la sensazione di sollievo per la campanella dell’intervallo, mi manca chiedere i fogli per gli appunti alla mia compagna di banco.
Mi manca tornare a casa e aspettare la chiamata di mia mamma per raccontarle la giornata tutta scocciata perché voglio mangiare, mi manca poter abbracciare mio nonno. Mi mancano le studiatone prima di una verifica importante e mi manca pregare di non essere chiamata quando sono impreparata.
Mi manca poter sorridere ad uno sconosciuto senza dover andare dal lato opposto della strada, poter prendere per mano la mia migliore amica per strada. Mi manca poter piangere per una canzone senza essere considerata ridicola e mancano i “problemoni” che mi tenevano sveglia la notte 3 settimane fa. Mi manca tutto ciò che non pensavo mi sarebbe mai mancato, perché pensavo che fosse un mio dovere o un mio diritto. Mi manca vivere la vita con la leggerezza di una quindicenne. Mi manca il tempo che so che non riavrò e la voglia di sfruttare questo brutto tempo che ho. Perché è proprio mentre il mondo intero pensa alla sopravvivenza che il singolo si rende conto di quanto sia bella la vita.

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