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La natura è sempre rimasta al suo posto, basta avere il tempo per osservarla

Le bellissime immagini scattate nelle nostre campagne da Diego Barbacini e gli emozionanti video catturati dalle foto-trappole notturne

(di Diego Barbacini)

Si è parlato molto, durante i giorni di quarantena, dell’impossessarsi dei centri abitati da parte della natura. Fatto salvo per qualche ungulato che girovaga per le strade di qualche paese ora desolato, non è vero che la natura si sta riprendendo i suoi spazi, come va di moda affermare ora. La natura è sempre stata al suo posto, con una sola differenza: che ora l’uomo ha tempo, spazio e sopratutto silenzio, per osservarla; si, perché la natura, per essere capita, non va guardata, ma va osservata.

Anche i Gruccioni che ho fotografato in questi giorni, in questo periodo, sono sempre passati da qui per nidificare, riconoscibili non solo dagli splendidi colori, ma soprattutto dal canto stranissimo, che magari avete sentito migliaia di volte, ma non vi siate mai soffermarti a godervelo; basta fare due passi lungo gli argini più alti dell’ Enza, o nelle cave per l’ estrazione della ghiaia, per vederli nidificare e volteggiare a caccia di insetti. Le nostre campagne sono sempre state abitate da tante specie animali, con la sola differenza che negli ultimi anni, sono aumentate le specie non autoctone, alle quali se ne sono aggiunte altre, che mancavano da tempo; siamo noi che non ce ne siamo mai accorti, perché viviamo una vita frenetica, con poco tempo per soffermarci e godere dei momenti e delle cose.

Per gli appassionati, è sicuramente più facile captare un suono, un canto, un verso e cercarne l’animale che lo riproduce, seguendo un’orma o più semplicemente cercando un nido. Questi sono i giorni clou per godere di queste cose, perché sono i giorni degli accoppiamenti e i giorni del ritorno della migratoria; non è difficile, al tramonto, imbattersi in qualche strigiforme come gufi comuni, assioli, barbagianni o le classiche civette, basta tendere l’orecchio al calare del sole e cullarsi coi loro canti. La notte, invece, regala passaggi davanti alle telecamere, da parte di tassi, istrici, faine e volpi, queste ultime , purtroppo, sempre più spesso ammalate quest’anno, di rogna; in queste serate, mi è capitato di osservare anche qualche occhione, uccello migratore che ha fatto ritorno nelle nostre zone, mentre di giorno gli avvistamenti più frequenti, fanno registrare presenze di coturnici coloratissime e di rapaci quali poiane e falchi di palude o di trampolieri come i cavalieri d’Italia e aironi guardabuoi, e uccelli acquatici come pavoncelle, varie specie di anatre, tuffetti e folaghe.

Da un paio d’anni poi, ha fatto ritorno anche il lupo, animale maestoso ed innocuo per l’uomo, spesso avvistato in tante zone della nostra provincia; è sempre un impatto fortissimo, scaricare una foto trappola e scoprire un video con questo animale, regala emozioni fortissime.

Il problema è che purtroppo non conosciamo più le nostre zone e le nostre terre per sapere dove osservarli; la meraviglia di questi giorni, è sicuramente data dal silenzio dal solito inquinamento acustico, che ci permette di ascoltare questa musica. Io credo che la natura sia sempre stata davanti ai nostri occhi, ma eravamo noi, che non avevamo tempo per lei.

 

Gli emozionanti video catturati dalle foto-trappole notturne posizionate nelle nostre campagne: si vedono chiaramente un branco di lupi, un gruppo di istrici e un tasso molto curioso.

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