PRIMO PIANOSCUOLA

Parlano gli alunni della scuola Collodi: studiare ai tempi del Covid

Le opinioni di alcuni ragazzi della scuola primaria di Via Podgora sulle nuove modalità didattiche sperimentate durante la pandemia

Questo articolo è stato interamente scritto da alcune ragazze e ragazzi che frequentano la scuola primaria Collodi. E’ un gruppo di giovanissimi, a cui potranno aggiungersi altri ragazzi volenterosi, che ha voglia di parlare e di scrivere di ciò che succede nel proprio paese. Ci è sembrata una cosa bella, utile e formativa: li abbiamo ribattezzati “La Redazione del Gazzettino Junior”.

Da quando le scuole sono state chiuse a causa del Covid-19, per continuare lo studio scolastico si è adoperata la didattica a distanza (DAD), che è proseguita fino al 5 giugno, giorno di chiusura della scuola. La didattica a distanza comprendeva registri elettronici per visualizzare i compiti giornalieri assegnati dalle maestre e altre piattaforme per seguire con la classe, o parte della classe, le lezioni delle varie materie. Studiare in questa “modalità” è molto diverso che studiare con la classe, in presenza; per questo alcuni alunni hanno scritto i loro pareri su questo cambiamento, e come l’hanno vissuto.

Arianna Mattioli

Sicuramente nessuno di noi avrebbe immaginato di vivere un momento del genere. È stato qualcosa di improvviso e davvero surreale. Ho dovuto riorganizzare il mio metodo di studio e soprattutto imparare ad utilizzare nuovi strumenti come il computer. È stato difficile capire che da casa bisognava studiare come se fossi a scuola, inoltre mi sono mancati tantissimo gli amici e le maestre, soprattutto perché non li ho potuti salutare visto che a settembre andrò alle medie. (Arianna Mattioli, classe 5^B)

 

Azzurra Lupo

Usare la DAD per studiare per me ha sia dei lati negativi che positivi. I lati positivi sono che anche noi bambini possiamo imparare ad utilizzare nuovi strumenti in autonomia. I lati negativi per me sono che gli alunni di una classe o le maestre non possono vedersi “dal vivo”. Spesso lo studio può essere più difficile per il fatto che ci si può confondere più facilmente. Anche nella DAD ci sono dei problemi, come quelli che a volte rovinano le chiamate con la classe, impedendo così di seguire la lezione. (Azzurra Lupo, classe 5^B)

 

Elisabetta Colli

Per me studiare utilizzando la didattica a distanza non è più facile di studiare in presenza, inoltre non si possono vedere gli amici e le maestre, se non attraverso uno schermo. Il lato positivo della DAD è che ora abbiamo conoscenze informatiche in più. Non poter socializzare con amici e compagni rende il tutto più difficile, ma fortunatamente ci sono stati molti aiuti per continuare a studiare in modo più semplice possibile. Per me studiare con la DAD è quindi più faticoso, ma non meno bello o interessante. (Elisabetta Colli, classe 5^B)

Leonardo Colli

Per me la DAD è stata un’esperienza utile. Anche se preferisco lo studio in presenza, nella DAD c’è un lato positivo: può essere anche più rilassante, in quanto sei più libero di fare quello che vuoi. (Leonardo Colli, classe 3^B)

Ludovica Rossi

La DAD, secondo me è stata impegnativa per tutti i ragazzi d’Italia. Anche se, con l’impegno e la collaborazione di tutti (alunni, maestri e genitori), siamo riusciti a superarlo con stabilità, per me non è stato facile, poiché io sono una ragazza che ha bisogno di socializzare, e di avere un contatto fisico con le persone e con il mondo esterno. Quindi, a mio avviso questa “quarantena” non è stata una delle mie migliori esperienze; ma, essendo io una ragazza flessibile, mi sono adattata senza problemi, ma come ribadisco non è stata semplice e mi è venuto un vuoto “nell’isola della socialità”. (Ludovica Rossi, classe 5^A)

La DAD è semplice e veloce da capire, inoltre questo tipo di studio è innovativo e adatto ai nostri tempi, per questo quasi tutti i bambini e i ragazzi sono riusciti a adattarsi alla didattica a distanza, anche se dovendo rinunciare ad alcune cose, come vedersi in presenza con compagni e maestre. Il fatto di non poter chiedere al proprio insegnante aiuto su un argomento ogni volta che ce ne è bisogno, non contribuisce lo studio a distanza, ma aiutandosi con gli strumenti disponibili (libri di testo, enciclopedie, internet…) si può riuscire a superare anche questa “prova”. Infatti, l’unico modo per studiare è questo. È anche brutto, e triste, salutare l’anno in questo modo, soprattutto per alcuni alunni che non potranno mai più rivedere la scuola. In molti si chiedono anche se la scuola ricomincerà nello stesso modo in cui è finita, ma ancora non ci sono abbastanza certezze per dire come si svolgerà l’anno scolastico 2020/2021.

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