"TI CONSIGLIO UN LIBRO"PRIMO PIANO

“I miei stupidi intenti” di Bernardo Zannoni

Opera prima di un giovane scrittore capace di coinvolgere il lettore pagina dopo pagina

(di Giorgio Spaggiari)

Riprendiamo dopo un po’ di tempo la nostra rubrica di consigli di lettura con un libro che, a chi scrive, è piaciuto molto. Un libro strano quanto coinvolgente, particolare quanto emozionale, opera d’esordio di un autore giovanissimo, appena 25 anni quando il libro è uscito, che però ci propone una storia piuttosto lontana dai soliti canoni editoriali (spesso privi di inventiva e tarlati dalla ripetività).

Bernardo Zannoni, giovane scrittore sarzanese, con il premio Campiello durante la serata di premiazione

È un romanzo che si propone di farci riflettere su cosa sia il bene e cosa sia il male, sul perché dell’amore e sul perché della sofferenza, sul perché di Dio, del tempo, della morte: le domande essenziali della nostra esistenza umana che il protagonista di questa storia ci narra in prima persona. Certo, direte, sono tematiche che si possono trovare in tanti altri romanzi, ma la stranezza e la particolarità, in questo caso, derivano dal fatto che chi racconta la propria vita tormentata è…una faina, si proprio un animale, come l’uomo.

Il protagonista, Archy, è infatti una faina maschio, uno dei tanti abitanti di un grande bosco, un bosco nel quale fin da bambino apprenderà le gioie e le sofferenze del vivere, capirà che sarà chiamato sempre a una grande lotta per la sopravvivenza e che la vita potrà in ogni momento sbatterlo a terra nonostante tutti gli sforzi che potrà fare per resistere.

Orfano di un padre ammazzato da un contadino, zoppo a causa di una caduta da un albero e non in grado quindi di cacciare, Archy sarà venduto come servo dalla madre al prezzo di una gallina e mezza a Solomon, una volpe usuraia che ha imparato a leggere su una Bibbia che conserva e custodisce gelosamente. La volpe farà crescere la faina, seppur attraverso stenti, durezze e malvagità, mettendole di fronte e senza sconti tutta la crudeltà della vita, ma riuscirà ad insegnarle la parola, che sia di Dio o dell’uomo, e con essa la scrittura.

Archy, grazie alla “parola” del leggere e dello scrivere arriverà a comprendere il concetto “umano” della morte (“tranne l’uomo tutti gli animali sono immortali, perché ignorano la morte” diceva Borges) e capirà una cosa molto importante e cioè che l’unico tentativo, un suo “stupido intento”, che potrà fare per proiettarsi oltre la morte sarà scrivere la propria storia (e dunque lo stesso libro che noi leggiamo) e questo tentativo di lasciare qualcosa dopo sé stessi è un altro degli aspetti “umani” che accomuna questa faina a noi. Il confine tra l’animale e l’umano si assottiglia dunque fino a scomparire del tutto in questo racconto che scava in profondità i grandi temi della vita.

In questo romanzo-metafora gli animali hanno tane simili a case, parlano, cucinano, usano i piatti, siedono su sedie e si scaldano al fuoco, soffrono, amano, lottano tra loro e contro i pericoli del bosco, sono umanizzati, per così dire, vivono vite che possono/potrebbero essere le nostre ma rispondono anche agli istinti più ferini (e noi?); privi di una vera coscienza (e noi?) non conoscono la paura del tempo che scorre (ma Archy alla fine la scoprirà). La storia ci propone un immaginario narrativo affascinante che l’autore, Bernardo Zannoni, registra e traspone in un linguaggio schietto e crudele, mai banale nelle scelte, con un finale struggente e toccante e due ultime due pagine di pura e amara poesia.

Con “I miei stupidi intenti” Bernardo Zannoni, ha vinto nel 2022 il Premio Campiello, il Premio Bagutta Opera prima e il Premio Salerno Libro d’Europa. (gs)


SCHEDA DEL LIBRO  Titolo:  I miei stupidi intenti / Autore: Bernardo Zannoni / Editore: Sellerio Editore Palermo /   Collana:  Il contesto / Anno: 2022

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